Si è concluso il girone di andata del campionato di Serie C1 di calcio a 5 del Friuli Venezia Giulia, una
prima parte di stagione che ha già delineato identità chiare e tendenze tecniche significative,
soprattutto nella gestione dei momenti chiave della gara.
Palmanova C5: continuità e completezza
Il Palmanova C5 chiude l’andata a punteggio pieno (24 punti su 24), confermandosi squadra solida in
ogni fase del gioco. I numeri parlano chiaro: 54 gol fatti, 28 subiti e miglior differenza reti del
campionato (+26).
Oltre alla produzione offensiva, colpisce la capacità del Palmanova di mantenere standard elevati sia
in casa che in trasferta, segnale di una squadra matura nella gestione emotiva delle partite. La
presenza di più giocatori in doppia cifra realizzativa evidenzia un sistema offensivo basato su principi
collettivi più che su singole individualità.
C5 Manzano BRN 1988: organizzazione e solidità difensiva
Alle spalle della capolista, il C5 Manzano BRN 1988 ha costruito il proprio percorso su una fase
difensiva estremamente efficace: solo 16 gol subiti, miglior dato del girone.
Il Manzano BRN 1988 ha spesso indirizzato le gare attraverso il controllo del ritmo e la capacità di
difendere in maniera compatta anche lontano dal proprio campo, dove ha ottenuto il massimo dei
punti disponibili. Una squadra che conferma come, in un campionato equilibrato, l’organizzazione
difensiva e la gestione delle transizioni restino fattori decisivi.
Aquila Reale 2004: produzione offensiva e margini di crescita
Il terzo posto dell’Aquila Reale 2004 (16 punti) è sostenuto da un attacco tra i più prolifici del
campionato (50 gol realizzati). La squadra ha mostrato una forte propensione al gioco verticale e alle
soluzioni individuali di qualità, come confermano i 14 gol di Riboldi Dal Osto Vitor Hugo.
Alcune disattenzioni nella fase di non possesso hanno inciso sul distacco dalle prime due posizioni,
ma il potenziale offensivo rappresenta una base solida su cui costruire il girone di ritorno.
Union Martignacco: i dettagli che fanno la classifica
La posizione di classifica dell’Union Martignacco non restituisce appieno quanto espresso sul piano
del gioco offensivo (48 gol segnati) e delle individualità, su tutte il capocannoniere del campionato
Oukhrib Salaheddine con 21 reti.
A incidere in maniera significativa sono stati i finali di gara: tre partite decise da reti subite negli ultimi
minuti (contro Futsal Udinese, Aquila Reale 2004 e Pasiano C5). Una gestione più efficace delle fasi
conclusive avrebbe potuto modificare in modo sensibile la classifica. Dal punto di vista tecnico, il
dato rimanda a temi centrali del futsal moderno: lettura del momento, gestione dei falli cumulativi,
rotazioni negli ultimi minuti e organizzazione difensiva sotto pressione. Aspetti sui quali il girone di
ritorno potrà rappresentare un banco di prova importante.Zona centrale e parte bassa della classifica
La zona centrale resta molto compatta, con Pasiano C5, Udine City Futbol Sala e Aquileia racchiuse
in pochi punti e caratterizzate da una certa discontinuità di rendimento.
In coda, Calcetto Clark Udine e Futsal Udinese hanno faticato soprattutto nella fase difensiva e nella
gestione complessiva delle gare. In particolare, la Clark ha pagato in modo significativo le difficoltà di
gestione del gruppo, tra rosa instabile, squalifiche e continuità di partecipazione non sempre
garantita. Aspetti che, al di là delle qualità tecniche individuali, incidono direttamente sulla
costruzione dell’identità di squadra e sulla capacità di reggere l’intensità richiesta dalla categoria.
Cosa dice il girone di andata agli allenatori
Il girone di andata offre alcuni spunti trasversali che vanno oltre la singola classifica:
- La gestione dei finali di gara è determinante: più di una squadra ha lasciato punti negli ultimi
minuti, confermando l’importanza di lettura del momento, falli cumulativi e scelte sulle
rotazioni.
- La solidità difensiva resta la base: i migliori percorsi in classifica sono costruiti su numeri
difensivi affidabili più che su un alto volume offensivo.
- La continuità del gruppo conta quanto il sistema di gioco: rosa stabile, presenza costante agli
allenamenti e senso di appartenenza incidono direttamente sul rendimento settimanale.
- Avere più soluzioni offensive è un vantaggio competitivo: le squadre meno dipendenti da un
solo realizzatore mostrano maggiore continuità.
- Casa e trasferta fanno ancora la differenza: saper gestire le gare lontano dal proprio campo è
indice di maturità tecnica ed emotiva.
Indicazioni che possono diventare strumenti di lavoro concreti in vista del girone di ritorno, in un
campionato dove l’equilibrio resta elevato e i dettagli continuano a fare la differenza.
Busana Livio